Amministrazione dei sacramenti
Maggio: mese delle prime comunioni e delle cresime. In quest'anno 2019 i turni per le per le comunione sono il 22 e il 29 maggio alle ore 10. Le cresime invece saranno amministrate domenica 15 maggio solennità delle Pentecoste sempre alle ore 10.00.
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CATECHESI COMUNITARIA
Proseguono gli incontri di Catechesi comunitaria guidati dal Parroco ogni martedì, dalle ore 19.30 alle ore 20.30. Il tema che viene svolto è quello delle OPERE DI MISERICORDIA CORPORALI E SPIRITUALI.
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lettura del giorno

 

> adorazione eucaristica
TI CHIAMA……….GIOISCI ! RICCHI DI MISERICORDIA Canto iniziale Preghiera iniziale Sac. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo – T. Amen Sac. Il Signore sia con voi. - T. E con il tuo spirito Tutti: Credo in Dio che ama ogni persona, che per essa ha creato ogni cosa e gli ha affidato la cura del mondo, per il bene di tutti. Sac. Credo che questo Dio, unico e buono, desidera svelare a ciascuno il senso e la gioia di vivere confidando in tutti per costruire un mondo migliore, Credo in Gesù, liberatore e salvatore di tutti, morto per vincere il male e risorto per dare inizio a nuovi rapporti di fraternità e di giustizia. Credo nello Spirito Santo, donato da Gesù per farci crescere nella fede e nella libertà, nell'amore e nel servizio, nel perdono e nell'impegno. Tutti: Credo nella Chiesa, la famiglia di Dio, segno del suo progetto di riunire attorno a Gesù tutti i popoli superando ogni differenza. Credo che la vita è bella e ho fiducia nel domani, perché so di non essere solo, ma di avere al mio fianco il Padre, Cristo, lo Spirito Santo e la Chiesa. Amen. IN ASCOLTA DELLA PAROLA Lettore: Dal libro della Genesi ( 4, 1-11) Dio vide le loro opere, che cioè (i niniviti) si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e si ravvide riguardo al male che aveva minacciato di fare e non lo fece. Ma Giona ne provò grande dispiacere e ne fu sdegnato. Pregò il Signore: "Signore, non era forse questo che dicevo quand'ero nel mio paese? Per questo motivo mi affrettai a fuggire a Tarsis; perché so che tu sei un Dio misericordioso e pietoso, lento all'ira, di grande amore e che ti rawedi riguardo al male minacciato. Or dunque, Signore, toglimi la vita, perché meglio è per me morire che vivere!". Ma il Signore gli rispose: "Ti sembra giusto essere sdegnato così?". Giona allora uscì dalla città e sostò a oriente di essa. Si fece lì una capanna e vi si sedette dentro, all'ombra, in attesa di vedere ciò che sarebbe awenuto nella città. Allora il Signore Dio fece crescere una pianta di ricino al di sopra di Giona, per fare ombra sulla sua testa e liberarlo dal suo male. Giona provò una grande gioia per quel ricino. Ma il giorno dopo, allo spuntare dell'alba, Dio mandò un verme a rodere la pianta e questa sí seccò. Quando il sole si fu alzató, Dio fece soffiare un vento d'oriente, afoso. 11 sole colpì la testa di Giona, che si sentì venire meno e chiese di morire, dicendo: "Meglio per me morire che vivere". Dio disse a Giona: "Ti sembra giusto essere così sdegnato per questa pianta di ricino?". Egli rispose: "Sì, è giusto; ne sono sdegnato da morire!". Ma il Signore gli rispose: "Tu hai pietà per quella pianta di ricino per cui non hai fatto nessuna fatica e che tu non hai fatto spuntare, che in una notte è cresciuta e in una notte è perita! E io non dovrei avere pietà di Ninive, quella grande città, nella quale vi sono più di centoventimila persone, che non sanno distinguere fra la mano destra e la sinistra, e una grande quantità di animali?" PER RIFLETTERE Riflessione personale Ninive è una città che sorgeva sul Tigri, in Mesopotamia, capitale degli Assiri e per lunghissimo tempo simbolo di ricchezza, di potenza, ma anche di violenza sanguinaria. Di fatto Ninive, è per Israele il grande incubo, perché nell'VIII secolo gli Assiri hanno invaso il regno di Israele e hanno distrutto e asservito completamente il regno del Nord. Dunque gli Assiri sono per Israele i nemici per antonomasia; Ninive è la città grande e sanguinaria, che segna nella memoria di Israele una drammatica tragedia nazionale, da cui il regno di Giuda esce miracolosamente illeso. È a questa grande città, presentata nel momento del suo massimo splendore, della sua massima potenza e della sua massima capacità di violenza, che viene mandato il profeta Giona per andare a dire: "Il male è salito fino a Dio". Convertitevi! Ninive è il grande mostro, andare in bocca al mostro spaventa... Infatti Giona si alza e invece di andare a Ninive va a Tarsis. Ora, siccome siamo in Israele, Ninive sarebbe ad est, mentre Tarsis è un porto lontanissimo dopo la Spagna, è un luogo assolutamente remoto a ovest: dunque Dio dice al profeta "vai ad est" e il profeta sí alza e va ad ovest. Quante volte anche noi come Giona abbiamo rifiutato un invito del Signore? Il viaggio di Giona verso Tarsis, però, è a dir poco turbolento! Imbarcatosi, scoppia una tempesta, i marinai della nave hanno paura e si mettono a pregare ognuno il suo dio, fanno cioè l'unica cosa sensata quando si ha paura: sono davanti alla tempesta, la nave sta per sfasciarsi, hanno paura di morire e pregano il loro dio (sono dei pagani). I marinai dunque reagiscono nella fede, mentre Giona il profeta, l'unico che dovrebbe tra l'altro essere il portatore della fede nel Dio vero, non reagisce rivolgendosi al suo Dio, ma scende nella stiva e si addormenta, che è un bel modo per dire: "Io mi estraneo da tutto, non ne voglio sapere niente". Quando noi cadiamo nel sonno, cadiamo in una sorta di nulla in cui diventiamo incoscienti, non abbiamo più nessuna coscienza di ciò che c'è attorno a noi. C'è bisogno allora del capitano della nave che vada a svegliarlo e che gli dica: "Ma che fai dormi? Alzati e prega il tuo Dio" Un profeta di Israele che deve sentirsi dire da un pagano che deve pregare Dio: per cui non solo se ne va dall'altra parte, ma addirittura ha bisogno che sia un pagano a ricordargli la sua fede. I marinai, nel frattempo,comprendono che la colpa di quella tempesta è tutta di Giona, per questo decidono di buttarlo a mare. Di fatti la tempesta si placa ma Giona viene inghiottito da un grosso pesce. Giona nel pesce fa qualcosa che avrebbe dovuto fare fin dall'inizio: davanti alla morte prega Dio di risparmiarlo. Il pesce sputa Giona sulla riva e quindi Giona si ritrova davanti a Dio che di nuovo, per la seconda volta, gli dice: "Alzati e va' a Ninive" Dio insiste, Dio non demorde davanti ai nostri rifiuti e quindi per la seconda volta Giona viene inviato. E cosa fa allora Giona? Obbedisce: va' a Ninive per predicare, entra nella grande città; e porta anche l'annuncio: "Ancora 40 giorni e Ninive sarà distrutta". Il profeta prepara la strada al perdono di Dio, aiutando gli uomini a capire che hanno bisogno di essere salvati. Prima dei Niniviti DIO HA AVUTO MISERICORDIA DI GIONA Canto di riflessione. IN ASCOLTA DI UN TESTIMONE Lettore: DAL MESSAGGIO Di BENEDETTO XVI PER LA XXVII GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ (Madrid 2012) È possibile vivere nella gioia anche in mezzo alle tante prove della vita, specialmente le più dolorose e misteriose? La risposta ci può venire da alcune esperienze di giovani come voi che hanno trovato proprio in Cristo la luce capace di dare forza e speranza, anche in mezzo alle situazioni più difficili. Il beato Pier Giorgio Frassati (1901-1925) ha sperimentato tante prove nella sua pur breve esistenza, tra cui una, riguardante la sua vita sentimentale, che lo aveva ferito in modo profondo. Proprio in questa situazione, scriveva alla sorella: «Tu mi domandi se sono allegro; e come non potrei esserlo? Finché la Fede mi darà forza sempre allegro! Ogni cattolico non può non essere allegro... Lo scopo per cui noi siamo stati creati ci addita la via seminata sia pure di molte spine, ma non una triste via: essa è allegria anche attraverso i dolori». E il beato Giovanni Paolo II, presentandolo come modello, diceva di lui: «era un giovane di una gioia trascinante, una gioia che superava tante difficoltà della sua vita». Più vicina a noi, la giovane Chiara Badano (1971-1990), recentemente beatificata, ha sperimentato come il dolore possa essere trasfigurato dall'amore ed essere misteriosamente abitato dalla gioia. All'età di 18 anni, in un momento in cui il cancro la faceva particolarmente soffrire. Chiara aveva pregato lo Spirito Santo, intercedendo per i giovani del suo Movimento. Oltre alla propria guarigione, aveva chiesto a Dio di illuminare con il suo Spirito tutti quei giovani, di dar loro la sapienza e la luce: «È stato proprio un momento di Dio: soffrivo molto fisicamente, ma l'anima cantava. La chiave della sua pace e della sua gioia era la completa fiducia nel Signore e l'accettazione anche della malattia come misteriosa espressione della sua volontà per il bene suo e di tutti. Ripeteva spesso: «Se lo vuoi tu, Gesù, lo voglio anch'io». Sono due semplici testimonianze tra molte altre che mostrano come il cr iano autentico non è mai disperato e triste, anche davanti alle prove più e mostrano che la gioia cristiana non è una fuga dalla realtà, ma u soprannaturale per affrontare e vivere le difficoltà quotidiane. PER RIFLETTERE - Riflessione personale. Davanti all'annuncio profetico di Giona, il re di Ninive si alza dal trono, si veste di sacco, si copre di cenere e ordina a tutti digiuno e penitenza dicendo: "Facciamo penitenza, chissà che il Signore non abbia pietà e quindi ci salvi". La città si converte provocando questo cambiamento della parola profetica, non c'è più bisogno di distruzione e Giona, invece di essere felice che la sua predicazione profetica abbia raggiunto lo scopo, si arrabbia, perché non voleva la conversione di Ninive. "Giona provò grande dispiacere e ne fu sdegnato". Allora non è il male di Ninive che lo indigna, come dovrebbe essere per ogni profeta: quello che lo indigna piuttosto è che quel male è finito e che quindi Dio non ha distrutto Ninive; questo è talmente doloroso per Giona da desiderare addirittura di morire. Giona si arrabbia con Dio ed esplicita il motivo della sua fuga: "Te lo dicevo io quando ero nel mio paese! Per questo sono fuggito!". Perché? Non perché Giona aveva paura, ma perché sapeva che Dio È GRANDE NELLA MISERICORDIAE PERDONA! Non la paura del Dio cattivo ha mosso Giona, ma il rifiuto del Dio buono, del Dio misericordioso! Ecco il vero problema di Giona: "Me ne sono andato perché io lo so che tu sei buono e perdoni". É. facile credere al Dio buono e proclamare il Dio di misericordia quando siamo noi ad essere oggetto di quell'amore e di quella misericordia, ma non va più bene quando oggetto di misericordia sono i nostri nemici! Ninive era la città sanguinaria che aveva distrutto Israele. Ninive è il mostro da odiare Allora come fai a essere contento che Dio lo abbia perdonato se tu lo odi? E dunque Giona fugge perché non può accettare che Dio sia buono con i suoi nemici. Il problema di Giona è il problema che abbiamo tutti davanti a quel comando che è: "AMA IL TUO NEMICO!". La vicenda di Giona ci chiede di metterci al suo posto: che facciamo noi se Dio ci chiede non solo di perdonare chi ci ha fatto del male, chi ha sparlato di noi, chi ha diffuso calunnie, chi ci ha offeso grandemente, ma di essere addirittura noi il tramite del perdono di Dio? Giona sembra assomigliare al fratello maggiore della parabola del Padre Misericordioso. Il fratello minore torna e il Padre fa festa per lui e il figlio maggiore si arrabbia e si risente, come Giona, dicendo: "No, un momento, ma che succede qui? Io sono rimasto sempre qui a casa, ho servito te, Padre, in tutto, non ti ho chiesto niente quando volevo fare festa con gli amici". Proprio le classiche parole di un SERVO, non di un FIGLIO. Quando percepiamo così il nostro obbedire a Dio, lo stare nella sua casa, essere fedele alla sua Chiamata, allora siamo come Giona e il figlio maggiore! Giona si rifiuta di fare festa, si allontana addirittura dalla città; è crudele il narratore quando dice che lui esce dalla città e si mette lì a vedere che cosa sarebbe successo: terribile, perché è proprio il prendere le distanze: "Io non c'entro niente con voi! È il rifiuto di ogni solidarietà, il rifiuto di fare festa. E Dio allora con Giona fa quello che fa il Padre con il figlio maggiore: cerca di convincerlo e di portarlo dentro la festa; il padre del figlio maggiore lo fa parlandogli, Dio lo fa permettendogli di sperimentare alcune cose. Prima fa crescere una pianta di ricino e Giona è tutto contento perché gli fa ombra; poi il ricino si secca e allora Giona dice di voler morire, il che non è una caricatura, perché sembra assurdo morire per un ricino, ma invece in quel ricino c'è tutto. Dio sembra dire a Giona: Bene, te la prendi per il ricino, ma io allora non dovrei avere pietà di questa città che non sapeva quello che faceva?". La domanda di Dio è: "Giona, accetti un Dio che porta la misericordia a tali livelli da perdonare Ninive e da chiamare Ninive una città che non sa distinguere tra la destra e la sinistra? Un Dio che ha tanta misericordia per i peccatori da morire dicendo "Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno"? Giona tu accetti un Dio così? Lo vuoi servire?" Questa è la domanda che Dio fa a Giona ma, siccome Giona non risponde, questa è la domanda che fa a noi questa sera! Canto di meditazione: Dov’è carità e amore. Intervento del sacerdote che presiede Mentre il sacerdote fa l’offerta dell’incenso, ci si mette in ginocchio Canto di adorazione Ancora qualche istante di silenzio. Contempliamo e adoriamo il Signore Gesù presente dinanzi a noi nell’Eucarestia. Preghiera per le Vocazioni. Tutti i Signore Gesù, buon Pastore, benedici le nostre comunità cristiane, perché, attraverso l’ascolto attento e fedele della tua Parola, il Mistero celebrato nella liturgiae la carità generosa e feconda, diventino il terreno favorevole dove le vocazioni possano nascere e svilupparsi. Sac. Illuminati e sostenuti dalla tua Parola, ti preghiamo, in modo particolare, per i giovani perché si pongano in attento ascolto della tua chiamata e continuino ad arricchire la Chiesa con la loro risposta, servendo con generosità i fratelli. Tutti: Ascolta, o Cristo, le nostre preghiere per intercessione della Vergine Maria, Odegitria; Lei, che ha accolto e risposto generosamente alla tua Parola, sostenga con la sua presenza e il suo esempio coloro che Tu chiami al dono totale e gioioso della loro vita per il servizio del tuo regno. Amen. ( Mons. Francesco Cacucci Arcivescovo di Bari-Bitonto) Canto d’adorazione: Tutti Dio sia benedetto………... Canto finale
 


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